Sparapano Luigi

Nome: LUIGI

Cognome: SPARAPANO

Diocesi: MOLFETTA - RUVO - GIOVINAZZO - TERLIZZI

Candidato: SETTORE ADULTI

Profilo Personale

Luigi Sparapano (detto Gino), 42 anni, della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, è sposato da 16 anni con Paola, padre di tre figli: Mariaconsiglia di 15 anni, Salvatore di 12 ed Ester di 9 anni. È docente di Religione Cattolica con importanti responsabilità nella scuola come funzione strumentale. Si occupa di formazione dei docenti in quanto promotore e tutor in corsi di aggiornamento. Oltre agli studi teologici compiuti è impegnato in un corso di studi universitari con curricolo in Esperto nei processi di formazione e valutazione. Da obiettore di coscienza, durante il servizio civile, ha maturato una sensibilità per le situazioni di emarginazione, nei quartieri periferici di Molfetta con i minori, nella Caritas diocesana, nell’assistenza domiciliare e in case di riposo con ammalati ed anziani. Dopo la presidenza diocesana di AC il Vescovo lo ha nominato vicedirettore del settimanale diocesano “Luce e Vita” per il quale si occupa del coordinamento editoriale e della impostazione grafica.

L’esperienza associativa

È praticamente dall’età di 6 anni che fa parte dell’AC e, grazie ad essa, è pienamente inserito nella vita ecclesiale parrocchiale e diocesana. Educatore ACR in parrocchia, è stato responsabile diocesano ACR (1989-1992) collaborando con l’ufficio centrale nella commissione per le guide 9/11 (con Beatrice Draghetti e Stefania Striscia); ha poi ricoperto per sei anni il ruolo di coordinatore cittadino unitario di Ruvo, ruolo nuovamente ricoperto negli ultimi due anni, facendosi promotore di collaborazioni in rete sul territorio cittadino, animatore di percorsi di educazione alla cittadinanza e delle settimane sociali cittadine. Dal 1998 al 2005 è stato presidente diocesano di AC con importanti percorsi avviati in sintonia con i processi di rinnovamento promossi a livello nazionale. Nel presente triennio collabora con il centro nazionale, Settore Adulti, per quanto riguarda la redazione di SegnoPer e l’area Famiglia e Vita; a livello parrocchiale sta coordinando la sperimentazione del Progetto Nazaret avviata dal Gruppo Famiglia di AC di cui fa parte.

Un pensiero in 1000 caratteri

Credo che questo sia il tempo in cui non è importante avere “tanta” Azione Cattolica, quanto essere “più” Azione Cattolica; vorrei dire che con linguaggi variamente espressi, la Chiesa e le città reclamano un certo plus valore alla nostra missione. Essere un po’ più Azione Cattolica, soprattutto a livello parrocchiale, significa presidiare i luoghi di partecipazione come sentinelle capaci di scrutare segni di futuro. Promuovere una presenza che non può più essere uguale, massificante, dispersa, diluita, a volte insignificante, autoreferenziale. E quando avvertiamo l’affanno dell’essere rimasti in pochi, più che minoranza dobbiamo sentirci minorità, cioè lievito buono; a tal proposito don Tonino Bello ci diceva che siamo chiamati non a perderci, ma a disperderci proprio come il lievito. Disperdersi, non perdersi. Convinti che “il Signore si serve di vecchie ciabatte per farne calzari di Arcangeli, e usa vecchi stracci per farne tovaglie di altare” (Servo di Dio don Tonino Bello).

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