Maresca Dario
Nome: DARIO
Cognome: MARESCA
Diocesi: FERRARA COMACCHIO
Candidato: SETTORE GIOVANI
Profilo Personale
Ho 27 anni, vivo e sono nato a Ferrara da genitori sorrentini, così che mi sono sempre sentito un po’ emiliano un po’ campano. Da più di sette anni condivido le cose felici e tristi della vita con Sara, la mia ragazza. Insieme abbiamo vissuto anche un mese di volontariato in una missione dell’India meridionale.
Sono laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, anche se il mondo dell’ingegneria mi è sempre andato un po’ stretto. Per questo ho fondato la sede ferrarese di “Ingegneria Senza Frontiere”, che coniuga l’ingegneria con la solidarietà internazionale. Da tre anni lavoro come “precario/volontario” per il Centro per la Cooperazione allo Sviluppo dell’Università di Ferrara. Nel frattempo ho seguito un Master in Ingegneria Clinica (gestione e manutenzione delle apparecchiature elettromedicali) presso l’Università di Trieste, che sto terminando proprio in questi giorni. Da qualche mese ho cominciato anche un lavoro part-time in questo campo in una società che lavora per l’USL di Ferrara.
L’esperienza associativa
Ho conosciuto l’AC grazie ai miei genitori che, avendola vissuta da giovani, mi hanno spinto a frequentare i campi diocesani, e da allora non ho più saputo farne a meno. Ho cominciato col partecipare alle attività diocesane, e sono stato tra i giovanissimi che hanno ri-fondato il MSAC a Ferrara, nel 2000. Dall’anno successivo faccio parte dell’equipe diocesana del settore giovani. La diocesi mi ha scelto prima come segretario diocesano del MSAC, nel triennio 2002-2005, poi come vice presidente per il settore giovani. In particolare abbiamo lavorato da un lato per il rinsaldarsi del legame tra parrocchie e centro diocesano, dall’altro per essere una presenza viva e aperta al dialogo a livello cittadino. Oggi sono responsabile parrocchiale giovani. Nel frattempo ho avuto la fortuna di fare esperienza anche della dimensione nazionale, avendo fatto parte per tre anni dell’equipe nazionale MSAC e negli ultimi due anni della commissione nazionale per la preparazione dei sussidi formativi per i giovani.
Un pensiero in 1000 caratteri
A volte il Signore ci sorprende proponendoci strade che fino a poco prima non immaginavamo neanche, ma non manca di accompagnarle con i segni necessari a darci la forza ed il coraggio di intraprenderle: la fiducia di chi ci sta intorno, l’entusiasmo che ci mette nel cuore, l’incastrarsi degli eventi. Poi lascia a noi il compito e la scelta di muovere i primi passi. Così è per le persone, così è stato per me nell’imbarcarmi in questa candidatura, e così è per le associazioni come la nostra. Bisogna saper ascoltare e saper camminare. Ma non basta, bisogna saper essere a nostra volta segni; soprattutto ora che il mondo è così assetato di speranza, l’AC è chiamata ad essere segno di speranza.
L’assemblea nazionale deciderà da quale prospettiva ascolterò e camminerò insieme all’associazione nel prossimo triennio, se da responsabile giovani parrocchiale o se anche da consigliere nazionale. Sembrano così distanti le due cose, ma non lo sono poi tanto: ci vuole comunque passione, impegno, disponibilità.


